Eravamo presenti all’EMS (Electronics Manufacturing Service) Day 2022, l’8 settembre, quando il ricercatore di mercato Dieter G. Weiss, fondatore di in4ma, ha detto: “Quale crisi?”. Non scherzava.
La sua azienda ha condotto di recente un’indagine su 397 aziende EMS europee, chiedendo di prevedere il fatturato annuo 2022 in base all’andamento del primo semestre e agli ostacoli attesi per il secondo. Hanno risposto 115 aziende, tutte con risposte simili, riassumibili così: prevedono una crescita del fatturato del 22% nel 2022, di cui l’8,5% dovuto ai prezzi e il 13,5% alle quantità. (Fonte: EMSNOW)
La domanda nasce spontanea: come si può continuare a parlare di carenza di chip quando il fatturato del settore che dipende da questi chip per realizzare i propri prodotti sta in realtà crescendo?
La montagna russa dei semiconduttori
Dal super ciclo…
La storia mostra che l’economia è ciclica, fatta di alti e bassi. Per l’industria dei semiconduttori il 2020-2021 è stato un periodo di grande espansione in risposta alla pandemia di Covid. A causarla è stato l’aumento della domanda delle 3C (computer, comunicazione ed elettronica di consumo), con una vita quotidiana più digitale che mai, che a sua volta ha portato alla carenza di chip quando è partita la corsa alle scorte.
Come per tutte le questioni complesse, generalizzare non è la strada giusta! Anche noi abbiamo cercato di essere il più precisi possibile nel nostro ultimo aggiornamento sulla carenza di forniture, in cui elencavamo i materiali specifici per la produzione di chip scarseggianti al momento della stesura. Lo stato effettivo della crisi dei chip non è però facile da stabilire, e le notizie sono spesso ingigantite per attirare l’attenzione.
Qui torna utile la competenza di Weiss: quali “chip” sono esattamente in crisi? È infatti fondamentale distinguere tra tipi di semiconduttori e segmenti di mercato. Durante la pandemia, ad esempio, i chip di memoria, necessari per le 3C, hanno rappresentato l’85% della domanda di semiconduttori, contro il 3,5% dei chip analogici richiesti dall’automotive. (Fonte: in4ma)
“Non c’è stata e non c’è una crisi generale delle allocazioni, ma una crisi specifica per singoli semiconduttori.” – Dieter G. Weiss
Ora che la vita è tornata alla “normalità”, dal primo semestre 2022 assistiamo a un calo della domanda di chip 3C (in particolare memorie, logica e microprocessori), e quindi a un allentamento di questa specifica carenza. Ovviamente questo non vale per altri segmenti di mercato, come l’automotive.
…al crollo del mercato
A questo punto, se l’industria dei semiconduttori ha raggiunto il picco, entrerà ora in una fase di calo? Lasciamo rispondere a Malcolm Penn, fondatore e CEO di Future Horizons. Nel suo webinar Mid-Term Semiconductor Industry Update, trasmesso il 13 settembre 2022, ha previsto una crescita del -22% del mercato dei chip nel 2023. Ha poi aggiunto che il ciclo discendente è in realtà già iniziato e seguirà l’andamento della recessione economica globale.
L’analisi di Weiss sul mercato europeo aiuta a mettere le cose in prospettiva: finora il 2022 è stato un anno eccezionale in termini di crescita del volume di vendite rispetto ai nove anni precedenti. Pur con una crescita attesa in calo nel 2023, resterà superiore a quella dei nove anni precedenti.
Solo il tempo dirà quale strada prenderà il settore, ma per ora entrambi gli analisti concordano sull’importanza di prepararsi ad altri 12 mesi difficili, visti i problemi macroeconomici in corso, la guerra in Ucraina e la crisi climatica.
Non è lo scenario più roseo, lo sappiamo! Ma se Penn ha ragione, il crollo dura in genere quattro trimestri, quindi potremmo aspettarci una nuova ripresa nei prossimi anni.

Preparatevi nel frattempo
In questo clima di incertezza, riteniamo che EMS, OEM, distributori e broker debbano contare gli uni sugli altri come partner anziché come attori isolati, e creare una rete unitaria per affrontare le crisi presenti e future. Comunicare con trasparenza, scambiarsi rapidamente feedback e pianificare in anticipo sono fattori che avvantaggeranno il lavoro di tutti gli attori della filiera dell’elettronica.
Ma come ottenerlo? La risposta breve è: collaborazione.
La risposta lunga è questa:
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Parlare per tempo con il proprio OEM dei rischi legati all’immissione sul mercato di un prodotto elettronico, ovvero produzione, catena di approvvigionamento e conformità;
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Ottenere trasparenza sulla catena di approvvigionamento e, di conseguenza, acquistare in modo efficace;
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Continuare ad acquisire commesse con preventivi competitivi, riducendo al tempo stesso costi generali e costi dei materiali.
Se non sapete da dove cominciare, siamo qui per aiutarvi. Abbiamo creato il software numero uno per l’industria elettronica, che ripensa i processi di EMS, OEM e fornitori di circuiti stampati e vi guida passo dopo passo nel cambiare il modo di lavorare, per un’azienda davvero pronta al futuro.








